Filippo Preziosi il “genio” di Ducati Corse

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Filippo Preziosi direttore generale di Ducati Corse

Filippo preziosi, Direttore generale di Ducati Corse, 39 anni ha sempre avuto le moto e la Ducati nel sangue.  A 24 anni si laurea con il massimo dei voti in Ingegneria Meccanica a Bologna. Due anni dopo, nel 1994, entra in Ducati diventando a novembre dello stesso anno Responsabile dell’Ufficio Tecnico delle Corse. Da lì comincia la sua carriera, che passando per la Superbike, lo vede oggi Direttore Generale Ducati Corse e principale fautore del miracolo della casa di Borgo Panigale: il ritorno ai vertici della Motogp e la continua crescita fino alla vittoria del Campionato del Mondo nel 2007. Il resto è storia.

Stoner dopo lo stop forzato per problemi di salute è rientrato alla grande, mettendo a tacere le voci che lo davano addirittura prossimo ad un ritiro dalle competizioni. Avete mai avuto paura che questo ritiro fosse davvero possibile? Conosciamo Casey, io e Ducati non abbiamo mai pensato che potesse ritirarsi e lui stesso non ha mai palesato l’intenzione di smettere di correre. Sicuramente si è trovato in una condizione fisica molto difficile per cui ha pensato che l’unica cosa che poteva fare era riposarsi.

Stoner ha lottato fino all’ultimo per un podio in campionato. Senza lo stop di quest’anno sarebbe stato il terzo incomodo nella lotta Rossi-Lorenzo? Sicuramente nel momento in cui ha cominciato a stare male, cioè nella gara di Barcellona, Casey era competitivo perché era in testa nel mondiale e arrivavano delle piste nelle quali Ducati si era rivelata molto forte. Chiaramente questo è uno dei motivi per cui lui è rimasto più dispiaciuto di doversi fermare; sentiva di avere una moto con la quale poteva essere competitivo fino alla fine ma fisicamente non era in grado di farlo.

Come giudichi la stagione 2009 della Ducati? Una stagione molto difficile. Bisogna però guardare sempre il lato buono delle cose, abbiamo ritrovato un pilota fortissimo (Casey) che si trova a suo agio con la nostra moto. Nicky Hayden ha fatto quinto nel Gp della Malesia e un podio a Indianapolis, nelle ultime gare da Barcellona in poi è sempre stato competitivo per cui penso che abbia superato le difficoltà della prima metà della stagione.

“Rolling Stoner” (letteralmente pietra rotolante) era il soprannome di Casey per la propensione alle cadute. Nel 2007 cosa vi ha fatto decidere di puntare fortemente su di lui? Casey nelle categorie minori e poi anche nel 2006 era caduto spesso ma aveva dimostrato di essere molto veloce e si vedeva che aveva un grandissimo talento. Credo sia più facile che un pilota velocissimo diventi molto regolare piuttosto che uno regolarissimo diventi molto  veloce. Questo è un principio che vale sempre nelle moto e quindi anche per lui.

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA SARA’ PUBBLICATO SU TICINO PASSION SPORT

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